673 86. Un inverno a Celano Francesco portava addosso,
avvolto come un mantello, un panno che gli aveva prestato
un amico dei frati di Tivoli.
Mentre alloggiava nel palazzo del vescovo dei Marsi, s'imbatté
in una vecchierella, che chiedeva l'elemosina. Slacciò
subito il pezzo di stoffa dal collo e, quantunque appartenesse
ad altri, lo donò alla povera vecchierella, dicendo:
«Va', fatti un vestito, ché ne hai veramente
bisogno». La vecchietta, piena di stupore, - non so
se per timore o per la grande gioia - prende dalle sue mani
il panno e si allontana il più velocemente che può,
lo taglia subito con le forbici per evitare, che ritardando,
abbia a doverlo restituire. Ma, visto che il pezzo di stoffa,
una volta tagliato, non basta a confezionare un vestito, fatta
coraggiosa dalla benevolenza sperimentata poco prima, ritorna
dal Santo e gli espone come la stoffa è insufficiente.
Questi allora si rivolge al compagno, che ne ha indosso altrettanto,
e gli dice: «Senti, fratello, quello che dice questa
vecchierella? Sopportiamo il freddo per amore di Dio e dona
a questa poveretta il tuo panno perché possa terminare
il suo vestito». Come l'aveva dato lui, lo donò
anche il compagno ed ambedue rimasero spogli, per rivestire
la vecchietta.